Svelato il legame tra alzheimer e sindrome di down

23 Ott

Alla base di tutto gli scarsi livelli di una proteina fondamentale per impedire la formazione delle placche di beta-amiloide tipiche della più comune forma di demenza.

La sindrome di Down è associata a un più alto rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer. All'età di 40 anni in pratica il 100 per cento delle persone Down sviluppano nel cervello gli stessi cambiamenti che sono associati alla forma più diffusa di demenza e un quarto di loro ne mostra anche già i sintomi a partire dai 35 anni. Arrivati a 65 anni di età, il 75 per cento delle persone con sindrome di Down ha sintomi di Alzheimer.

"Il nostro scopo è capire come una copia extra del cromosoma 21 e i suoi geni portino gli individui con sindrome di Down ad avere un rischio molto maggiore di sviluppare la demenza", spiega Huaxi Xu, autore anziano dello studio appena apparso su Cell Reports e professore del Programma Malattie Degenerative dell'Istituto di ricerca medica Sanford-Burnham. La chiave sembra essere una proteina, la Nexina 27 (SNX27).

Deficit di memoria

Questa proteina riduce la formazione di beta-amiloide, la proteina responsabile della formazione delle placche cerebrali che causano i sintomi della demenza, grazie all'interazione con un enzima, il gamma-secretase, responsabile della sua produzione. In pratica nell'interazione la Nexina 27 mette fuori uso l'enzima, che quindi non può produrre beta-amiloide. Livelli più bassi di Nexina 27 fanno aumentari i livelli di gamma-secretase funzionante il che comporta un aumento della produzione della proteina che costituisce le placche.

Le persone con sindrome di Down hanno livelli decisamente inferiori alla media di SNX27. Una sua carenza nel cervello compromette la corretta attività cerebrale, causando problemi di memoria e apprendimento. Aggiungendo nel cervello di topi con sindrome di Down nuove copie del gene che codifica SNX27, però, i ricercatori sono riusciti a riparare il deficit di memoria. Questi bassi livelli della proteina delle persone Down sono il risultato della presenza di una copia extra di una molecola di RNA codificata dal cromosoma 21, chiamata miRNA-155. Questo piccolo frammento di materiale genetico non codifica per nessuna proteina ma influisce sulla produzione di SNX27.

Un meccanismo complesso

Sembra tutto troppo complicato? I passaggi sono questi: la copia in più del cromosoma 21 presente nelle persone Down fa aumentare i livelli di miRNA-155 che a sua volta riduce i livelli della proteina SNX27, il che fa aumentare la quantità di gamma-secretase attivo causando un aumento nella produzione di beta-amiloide e delle placche che si osservano nelle persone con Alzheimer.

"Abbiamo definito un meccasimo piuttosto complesso", chiosa Xu. Inibire l'enzima gamma-secretase è l'approccio suggerito dagli autori per prevenire la formazione di placche di beta-amiloide che si trovano nel cervello delle persone con la sindrome e con la malattia di Alzheimer. "Il nostro prossimo passo consisterà nello sviluppare e implementare un esame di screening per identificare le molecole che possono ridurre i livelli di miRNA-155 e così ristabilire il corretto livello di SNX27 e gamma-secretase".