Terapista della riabilitazione

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Terapista della riabilitazione

Gli interventi di riabilitazione ed “attivazione” attuati nel Centro Diurno Integrato IL SECOLO si fondano sullo studio, sulla analisi, sulla rielaborazione e sull’adattamento di interventi noti con un duplice obiettivo.

L'obiettivo è quello di individuare i punti di forza e i limiti di ciascuno e di elaborare un sistema che integri modalità di approccio differenti, quali specifici protocolli di intervento di “attivazione cognitiva” (Reality Orientation Therapy, Memory Training), interventi di tipo psicologico (Terapia di Reminiscenza, Interventi di Validazione) inseriti in un approccio di carattere psicosociale (Approccio “Person Centred” di T. Kidwood ),validante (Validation Therapy di Naomi Feil) e protesico (approccio Gentle Care di Moyra Jones).

L'approccio gentle care

L’approccio Gentle Care in particolare si caratterizza come un approccio protesico alla cura della persona con demenza, che accoglie e supporta piuttosto che cimentare o sfidare il malato e che ha come obiettivo principale il benessere, inteso come miglior livello funzionale possibile per quel singolo malato, in assenza di segni di stress. Con il sistema Gentle Care le persone, operatori e caregiver, sono intese come “agenti terapeutici” fondamentali per la persona demente e per questo necessariamente legati tra loro dalla progettazione e condivisione quotidiana del programma terapeutico del paziente.

Gli interventi di Gentle Care, in sintesi, si orientano su tre direttrici principali:

  • Ridurre lo stress, ovvero eliminare o limitare il più possibile le condizioni che possano creare stress al paziente.
  • Aumentare il benessere, ovvero individuare gli aspetti e le situazioni che favoriscono il benessere del paziente (dal soddisfacimento del bisogno di sicurezza e integrità biologica attraverso controllo del dolore, l’assunzione di posizioni confortevoli, i riposi adeguati, la conservazione dell’energia al soddisfacimento del bisogno di appartenenza alla possibilità di ritrovare autostima e possibilità quotidiane di autorealizzazione).
  • Ricercare i punti di forza del paziente e individuare delle protesi per lui più funzionaliattraverso l’ausilio di protesi rappresentate da qualsiasi elemento (oggetto, spazio, situazione, immagine, suono, musica, attività) che ha un effetto positivo per il benessere della persona assistita.

La nostra filosofia dell’intervento trova infine un suo fondamento nel concetto di“capacitazione” proposto da Pietro Vigorelli ovvero nell’idea che ogni intervento realizzato debba basarsi sulla ricerca costante di una alleanza terapeutica con la parte sana del paziente. La costruzione di una alleanza terapeutica parte dal riconoscimento della complessità dell’io del soggetto; ogni paziente ha un io deficitario, malato appunto ma soprattutto, un iosano, funzionale, competente e consapevole della propria malattia. Fine ultimo di ogni intervento è quello di creare le “condizioni per cui la persona possa svolgere le attività di cui è ancora capace così come è capace, senza sentirsi in errore” e di adoperarsi per “la felicità del paziente, prescindendo dalla correttezza dell’azione da svolgere” (Vigorelli 2002).

Le attività del Centro Diurno Integrato IL SECOLO sono ispirate ad una filosofia di cura e assistenza centrata sulla persona, riconosciuta come soggetto attivo, con una storia, un’identità e una personalità.
Tale modello assistenziale, dunque, rompe gli schemi tradizionali e arcaici secondo i quali i pazienti subiscono la routinaria attenzione degli operatori, a favore di un modello partecipato nel quale la persona è un soggetto attivo, avente diritto ad un servizio di qualità e nel quale viene chiamato in causa, perché tarato in base ai suoi specifici bisogni.

Il sistema integrato di prevenzione e contenimento dell’invecchiamento cerebrale è organizzato in diverse aree: area riabilitativa di tipo cognitivo, area riabilitativa di tipo neuromotorio, area socio-affettiva, attività di animazione e socializzazione, attività trasversali.

L’area riabilitativa di tipo cognitivo, finalizzata a rafforzare le abilità cognitive residue e contenere il decadimento delle abilità compromesse dalla malattia, comprende le seguenti attività:

R.O.T. - Reality Orientation Therapy

La R.O.T. è uno degli interventi alla persona più diffusamente destinati alla riabilitazione di pazienti affetti da demenza che presentano deficit mnesici, episodi confusionali e disorientamento temporo-spaziale. Il principale obiettivo della R.O.T. consiste nel riorientare il paziente, per mezzo di stimolazioni ripetitive multimodali (verbali, visive, scritte e musicali), rispetto alla propria storia personale, al sé, all’ambiente e al tempo. Tale obiettivo può essere perseguito tramite due modalità di intervento fra loro complementari:la R.O.T. informale ela R.O.T. formale (o R.O.T. in classe). La prima (informale) si basa sulla introduzione di facilitazioni temporo-spaziali nell’ambiente di vita del paziente (un esempio consiste nell’avvalersi di particolari calendari) e prevede il coinvolgimento attivo di operatori sanitari e/o familiari. La seconda (formale) consiste in sedute giornaliere condotte all’interno di gruppi formati da 4-6 soggetti, omogenei sul piano della compromissione cognitiva, per circa un’ora al giorno, in un ambiente idoneo, il più possibile simile a quello di una abitazione ed è condotto da personale specializzato. Sul piano operativo la R.O.T. prevede: attività di orientamento temporale, spaziale, di riappropriazione corporea e di stimolazione sensoriale.

Terapia della reminiscenza - Life Review Therapy
Memory training
Mnemotecniche
Training cognitivi computerizzati
Validation Therapy - Terapia basata sull'accettazione della realtà nella quale il paziente è convinto di vivere

L’area riabilitativa di tipo neuromotorio, prevede la realizzazione di un Programma di riabilitazione motoria individuale articolato e calibrato alle esigenze del paziente, utilizzando diversi trattamenti al fine di perseguire il massimo recupero motorio e funzionale. A tale scopo sono applicate metodiche volte al controllo del dolore, a contrastare le complicanze secondarie dell’immobilità o della rigidità, a stimolare la motilità attiva, la coordinazione motoria e la riprogrammazione posturale per il recupero dello schema corporeo. Le attività possono riguardare:

  • Tecniche di Rieducazione Neuromotoria: Trattamento a letto, controllo posturale, Esercizi di equilibrio, Trattamento Kabat-Bobath-Grimaldi-Perfetti;
  • Programma di riabilitazione di gruppo. Tale programma è realizzato all’interno di gruppi costituiti da soggetti che presentano caratteristiche simili e per i quali sono indicate le stesse finalità riabilitative.
  • Kinesiterapia di Gruppo è una particolare terapia manipolativa usata in fisioterapia che si prefigge la riabilitazione e la rieducazione funzionale di singoli muscoli o gruppi muscolari o dell’intero organismo.
  • Programma di Ginnastica dolce è un progetto di gruppo che persegue l’obiettivo del mantenimento delle abilità residue per i soggetti che non necessitano di particolari interventi riabilitativi.

L’obiettivo principale dell’area socio-affettiva è sovvertire l’abitudine di associare l’invecchiare e l’essere vecchi all’immagine dell’uomo che si incammina o è giunto alla parte finale della propria esistenza, attraverso tecniche di sollecitazione emotiva e dei vissuti, fonte e motore propulsivo della vita intesa in senso articolato. Di seguito le attività previste:

I laboratori di reminiscenza emotiva autobiografica (REA)

I REA sono degli spazi di gruppo (massimo quindici partecipanti a gruppo) che seguono un percorso, articolabile in divenire in quanto personale, in cui le persone possono ripensare al proprio percorso di vita, scrivendone gli aspetti salienti, sempre al fine di stimolare la memoria ed aumentare l’autostima e le capacità di socializzare. Si tratta quindi di una particolare declinazione della tecnica autobiografica, che per il tramite della narrazione scritta consente la restituzione identitaria in termini di recupero e trascrizione dei vissuti. Il metodo autobiografico è studiato ed in uso da diversi anni: Duccio Demetrio è stato fra i primi promotori dell’applicazione di questa metodologia anche in età avanzata, sostenendo la funzione formativa che l’autobiografia è in grado di avere anche in questa fase della vita. Nell’ambito di questo progetto, inoltre, tale metodologia riveste un valore che è non solo formativo ma valido strumento per “riaccendere” negli ospiti la capacità e la possibilità di essere soggetti dell’attenzione altrui e per interrompere il processo di “disattenzione” che si attiva nella relazione d’aiuto da parte degli operatori verso i desideri e la personalità degli ospiti. In tale ottica è prevista la presenza di un operatore che a turno funzioni da osservatore silente nel gruppo autobiografico: tale variante applicativa ha una funzione di preservare gli stessi operatori dal rischio di una depersonalizzazione nella relazione d’aiuto. E’ necessaria, per i primi incontri del gruppo, la presenza di una figura che professionalmente possa essere ascoltatrice e trascrittrice delle esperienze. Ingenerare una riflessione metacognitiva da parte dei soggetti, ognuno secondo le proprie capacità, moltiplica la possibilità di significazione e di cambiamento. Il laboratorio REA è il progetto di un incontro fra persone, finalizzato a imparare, imparando dalla propria vita, all’interno di un’esperienza condivisa in cui ciascuno svolge la propria parte e nessuno è spettatore.

 

I laboratori di progettazione di sé nel tempo (PST)
I laboratori di narrazione e tradizione orale (NTO)

In maniera trasversale alle tre aree descritte si pongono la terapia occupazionale (laboratori ergoterapici), la pet therapy e la musicoterapia.

I giardini della memoria e giardini dell'Alzheimer

Grazie agli ampi spazi esterni di cui la struttura dispone, i Giardini della memoria rivestono un ruolo centrale.
Questi ultimi sono creati specificatamente per favorire le realizzazione all’aperto di quelle attività di brain gym che, svolte in luoghi chiusi e poco stimolanti vedono depotenziata la loro efficacia. Consistono in due percorsi lungo i quali sono stati collocati pannelli con esercizi per la memoria e al termine dei quali si trova un pannello con un esercizio di auto-valutazione. L’esercizio può essere svolto in totale autonomia dagli ospiti ai quali, preventivamente, saranno state illustrate le modalità di svolgimento. La collocazione nel giardino rappresenta un evidente valore aggiunto in quanto consente di godere, per tutto il tempo necessario e anche oltre, della libertà degli spazi all’aperto, dove il movimento – grazie agli interventi di totale abbattimento delle barriere architettoniche – è senza limiti e pericoli e dove è possibile ripristinare o mantenere un contatto con la natura e i suoi bioritmi. Il giardino, quindi, è sia un luogo stimolante per la memoria, un giardino terapeutico, ma è anche un luogo fisico per la vita all’aria aperta, per le passeggiate, per le soste al sole d’inverno o all’ombra in estate, per le attività di ricreazione, per incontrare amici o da percorrere con i familiari in visita. Gli ospiti del Centro Diurno Integrato IL SECOLO possono beneficiare del senso di rilassamento dato dal verde e ricevere utili stimolazioni per utilizzare al meglio le attività legate all’ambiente esterno. La manutenzione diretta dei Giardini da parte degli utenti, poi, consente di ottenere sia benefici di tipo cognitivo (acquisizione di capacità e competenze tecniche), che sociali (possibilità di lavorare in gruppo), emotivi (aumento autostima ed autocontrollo), fisici (recupero o miglioramento delle capacità motorie), sia di identificazione proiettiva per le similitudini tra le piante e le persone come ritmi di vita che entrambi attraversano (nascita, crescita, morte) e per la percezione concreta del tempo che passa nella stagionalità della vita vegetale come strumento di accettazione e di integrazione in un ciclo vitale più ampio di quello individuale.

La caratteristica più innovativa dei giardini dell’Alzheimer o giardini sensoriali è la presenza di uno spazio verde opportunamente studiato affinché l’utente possa muoversi liberamente ricevendo stimolazioni continue, ma soft, dei sensi. Il giardino sensoriale è realizzato in uno spazio ben delimitato che consente all’utente una passeggiata all’aperto in condizioni di sicurezza. Il giardino ha percorsi sinuosi, senza incroci o cambi di direzione bruschi, generalmente ad anello chiuso in modo da non permettere all’utente di perdersi, di provare stati di ansia o incertezza. I giardini sono pensati per la stimolazione sensoriale attraverso l’utilizzo di fiori colarati (vista), piante aromatiche (olfatto), voliere, fontane e diffusori acustici (udito) e urtoterapia (tatto).

Presso il Centro è presente un terapista della riabilitazione che effettua interventi giornalieri individuali ed incontri di ginnastica di gruppo, su indicazione del medico della struttura.

Al bisogno sono utilizzate attrezzature specifiche, a seconda dei progetti individuali programmati.

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Centro Diurno Integrato IL SECOLO per persone con Alzheimer o altre demenze.
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